lunedì 21 settembre 2015

Le 4 "Viae" di Matthew Fox, Ospite in Esclusiva a "Il Cinema e i Diritti" Sabato 26 settembre ore 15: Video Inedito ed Intervista Live. Il Bestseller del Teologo Attivista più Creativo degli USA mostra le Radici Ebraiche della nostra Civiltà, fonda un Vero Dialogo e riscopre i Tesori Inesplorati della Nostra Tradizione Spirituale


di LELE JANDON
L'INAUGURAZIONE COL TEOLOGO PIU' CORAGGIOSO D'AMERICA 

Sarà Matthew Fox, teologo ed attivista dei diritti umani, ad inaugurare, Ospite in Esclusiva, la seconda edizione del Cineforum da me fondato "Il Cinema e i Diritti" alla Casa dei Diritti del Comune di Milano.
Fra i massimi pensatori viventi, autore di trenta opere tradotte in 48 lingue, il pubblico italiano lo conosce per "Creatività", "Compassione" ed il bestseller "In Principio era la Gioia" (prefazione di Vito Mancuso), che proviamo ad illustrare qui con delle immagini evocative.
Quattro secoli dopo Cristo, un prete africano di nome Agostino, dopo una vita di vizi e stravizi e dopo aver peregrinato fra le più varie sette (fra cui addirittura i manichei), inventò la dottrina ideologica ed antibiblica del cosiddetto "peccato originale" e dunque della necessità della redenzione dal peccato del mitico primo uomo, Adamo, che avremmo ereditato come geneticamente (ricordiamo che Agostino è lo stesso che predicava che i bimbi senza battesimo finirebbero nel fantomatico "limbo" e che gli Ebrei sarebbero "lussuriosi" o che "la donna non è fatta ad immagine e rassomiglianza di Dio"). 

Questa "dottrina della caduta e della redenzione" che produce una teologia ove mancano giustizia sociale, bellezza e creatività, era naturalmente inaudita da Gesù, in quanto ebreo, e in tutta la loro storia gli ebrei non si sono neanche sognati una simile interpretazione pessimistica che del brano della Genesi diede il prete d'Ippona che nei Papati di Wojtyla e Ratzinger ha avuto più influenza che lo stesso Vangelo. Fox cita la testimonianza di una delle persone che gli hanno detto:

"Mi sono sempre chiesta da che cosa dovessi essere redenta, ma avevo paura di chiederlo"
"Lei (Fox, ndr) ha articolato per me quello che io vivo e di cui ho fatto esperienza" (cioè l'esperienza delle quattro Vie, che vedremo)

Matthew Fox fa riscoprire tutta una parte della nostra tradizione spirituale occidentale da cui siamo stati come derubati e che ci è stata come nascosta: la sua è un'operazione copernicana con forti implicazioni dirette sui diritti umani, e sulle nostre responsabilità verso l'ambiente.
Quella che propone Fox è una spiritualità cosmocentrica, che mette al centro il cosmo cioè il creato, in opposizione a quella di quei due Papi che era amartiocentrica (cioè che mette al centro questo presunto peccato, in greco amartìa), quella del "mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa"): non più, quindi, "Original Sin" bensì "Original Blessing"

"Benedizione originale" che "si può anche chiamare "bene originale, grazia originale o sapienza originale" (pag. XLV): "benedizione non è altro che il termine teologico per "bene". "La biofilia cioè l'amore per la vita, è sinonimo di eros, che a sua volta è sinonimo di sapienza", wisdom, è "l'amore per le vite degli altri, il diritto degli altri alla dignità e all'eros"

Il primo fondamento biblico è:

"Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona" (Genesi 1, 31)

Si pensi ai libri ebraici dei Profeti e ai Salmi ed alla serie di benedizioni pronunziate dall'ebreo Gesù che sono le Beatitudini, laddove "beato" è sinonimo di "benedetto". Come dice il grande studioso protestante americano contemporaneo Walter Brueggemann, la benedizione nella Bibbia ebraica "riguardava il benessere socioeconomico, politico e materiale della Comunità".
Mentre Agostino, dualista, era indifferente al regime politico (e ciò spiega molte cose), "Tommaso sottolineò invece il ruolo vitale dell'ordine politico, definendolo necessario per il raggiungimento del massimo bene terreno", come scrive Raghavan Iyer (studioso di Gandhi).  

"E' stato sant'Agostino a usare l'espressione "peccato originale" per la prima volta (nel IV secolo). Gesù, essendo un ebreo, non ne aveva mai sentito parlare. Ma una religione fondata su una teoria che il suo "fondatore" non ha mai nemmeno immaginato è una stranezza."

A proposito di tale oblio dell'ebraicità di Gesù, mi viene in mente una citazione cinematografica: nel film (storia vera) "In Darkness", della regista polacca Agnieszka Holland, la moglie di Leopold Soscha (1909 - 1946), informa il marito (operaio comunale che, grazie alla sua conoscenza delle fogne, avrebbe nascosto e salvato da morte certa venti ebrei) che:

"Gli Ebrei sono esattamente come noi. Gli Apostoli e la Madonna erano Ebrei, Gesù compreso"

ed un altro personaggio loro amico nel film esclama stupito:

"Ma davvero Gesù era ebreo?"

Ragiona Matthew Fox:

"Dev'esserci una ragione perché una religione si sostenga su una teoria inventata secoli dopo la morte del suo fondatore. Infatti c'è. Nel IV secolo, la Chiesa ereditò l'impero romano, e per far funzionare un impero in modo efficiente occorrono dottrine come quella del peccato originale per tenere a bada la popolazione civile e l'esercito" (pag. XLIV) "mantenere vivi nella società il senso di colpa, il dubbio interiore e la sfiducia, nel nome di un Dio vendicativo, è un'attività che pagava bene un tempo come oggi" (pagg. 57 - 58) infatti, come dice il filosofo indiano Raghavan Iyer, "Gandhi pensava che fosse importante combattere la dottrina del peccato originale" (pag. 98)

Quella che ci fa riscoprire Fox è

"la tradizione di cui fa parte lo stesso Gesù, derivandola dalla sapienza dell'antico Israele, la tradizione più antica della Bibbia, profondamente ebraica proprio come profondamente ebreo era Gesù. E' anche la tradizione che sta dietro all'unica vera rinascita che è avvenuta in occidente, quella del XII secolo, che diede i natali a Francesco d'Assisi, al movimento che portò alla nascita delle università" (che Fox conosce assai bene essendo stato allievo del grande storico Chenu) e dei movimenti francescano e domenicano (a cui è appartenuto anche Fox stesso, sinché, dopo trentaquattr'anni di onorato servizio, all'età di cinquantatré anni, fu espulso dal Cardinal Ratzinger)

Ma "quando" Ratzinger "seguace delle idee di sant'Agostino, condannò questo libro come "pericoloso e deviante" era lui a trovarsi molto al di fuori sia dalla tradizione biblica sia dalla tradizione non-dualistica rappresentata da Ildegarda di Bingen, Francesco d'Assisi, Tommaso d'Aquino, Matilde di Magdeburgo, Meister Eckhart, Giuliana di Norwich, Niccolò Cusano"

(in particolare i "sei mistici (tre donne e tre uomini) che hanno messo al centro il creato":
Giuliana, Ildegarda, Matilde, Francesco, Tommaso e Eckhart);

"La dottrina del peccato originale non si trova in nessuno degli scritti dell'Antico Testamento. Certamente non c'è nei primi tre capitoli di Genesi. L'idea che i discendenti di Adamo siano automaticamente peccatori a causa del peccato dei loro antenati, e che siano già peccatori quando vengono al mondo, è aliena alle Sacre Scritture"

dice lo storico cattolico svizzero Herbert Haag (1915 - 2001) nel libro "Is Original Sin in Scripture?" (1969).
"ALIENO ALLA TRADIZIONE EBRAICA": il c.d.
peccato originale secondo il Premio Nobel per la Pace
Elie Wiesel, scrittore ebreo americano sfuggito al
lager di Auschwitz. 

 Ed il Premio Nobel per la Pace Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz e professore a Boston:

"Il concetto di peccato originale è alieno alla tradizione ebraica"

(oltreché estraneo, dice il vescovo cristiano ortodosso britannico Timothy Ware, ai più fra i teologi ortodossi: "Gli uomini ereditano automaticamente la corruzione e mortalità di Adamo, non la sua colpa"!). La conseguenza, secondo lo storico umanista americano Herbert J. Muller (1905 - 1980), è stata che: 

"Lungo tutta la storia del Cristianesimo, ha incoraggiato un'accettazione assurda di mali sociali evitabili, e persino un'insensibilità per la sofferenza umana. Può spiegare la facile accettazione della schiavitù e della servitù della gleba, e un primato di atrocità mai raggiunto da nessun'altra religione"

Anche il filosofo francese Paul Ricœur (1913 - 2005) concorda:

"Non si dirà mai abbastanza quanto male ha fatto alle anime, durante i secoli del cristianesimo, prima l'interpretazione letterale della storia di Adamo, poi la confusione di questo mito, trattato come una storia, con la speculazione successiva e in particolare quella agostiniana sul peccato originale"

"PECCATO ORIGINALE": questa dottrina di Agostino
è alla base della colpevolizzazione della Chiesa
nei confronti sia di Philomena Lee (per aver concepito
un figlio fuori dal matrimonio) sia di suo figlio
Anthony Hess per la sua omosessualità.
Qui sopra: la signora Philomena Lee sulla tomba
del figlio mai reincontrato dopo che fu venduto dalle suore.
A "Il Cinema e i Diritti" abbiamo visto il film "Philomena"
(dal punto di vista della madre) ed analizzato il romanzo
"The Lost Child of Philomena Lee" (dal punto di vista del figlio). 

Per esempio, "l'omosessuale rischia di percepire la propria omosessualità come un peccato originale" (pag. 52, cfr. http://lelejandon.blogspot.it/2015/01/la-sessuofobia-rende-spietata-e.html; ragion per cui le quattro Vie sono particolarmente curatrici degli omosessuali che vogliono guarire dall'omofobia interiorizzata). Mi viene in mente il caso di Anthony Hess, il figlio gay di Philomena la cui storia abbiamo raccontato al Cineforum: http://lelejandon.blogspot.it/2015/01/la-sessuofobia-rende-spietata-e.html. Il suo confessore lo faceva sentire in colpa per la sua omosessualità, proprio come le suore facevano provare vergogna a sua madre per averlo concepito senza essere maritata. La parola "piacere", in questa tradizione del peccato originale, è diventata una parolaccia, quando invece il piacere, l'estasi, il godimento, ci permettono di assaporare la vita ed amarla, e condividere il piacere ci fa costruire giustizia e relazioni armoniose. Come dice il poeta gay W.H. Auden (1907 - 1973), "di norma erano quelli che odiavano il piacere a diventare ingiusti".
Il "Cantico dei Cantici" celebra l'amore sessuale umano.
Qui sopra un dipinto di Franco Murer. 


Un esempio di questa tradizione è Tommaso da Kempis (1380 - 1471), presunto autore del "De imitatione Christi", che predicava di "lottare contro le passioni" che sono maledizioni anziché benedizioni.
Altro che "creature peccaminose", noi siamo fatti "ad immagine e rassomiglianza di Dio", dice la Bibbia ebraica (Genesi 1, 26 - 27):

"E Dio disse: facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra rassomiglianza"
"Dio creò l'uomo a Sua immagine"

"Come ha dimostrato William Eckhardt nel suo studio fondamentale sulla psicologia della compassione (cfr. http://lelejandon.blogspot.it/2014/09/la-via-della-compassione-creativa.html), non c'è adulto compassionevole che non abbia una fiducia radicale nella natura umana" e "la compassione è una funzione della fede (cioè della fiducia, faith, che in inglese è sinonimo, ndr) nella natura umana mentre la costrizione è una funzione della mancanza di fede nella natura umana" (l'ubbidienza, come dice Fox nel libro "Lettere a Papa Francesco", è l'essenza di ogni fascismo).

Due personaggi fiduciosi della Bibbia sono il re Davide e Gesù di Nazaret. Il poeta tedesco Goethe (1749 - 1832) invita a trattare il nostro prossimo con equanimità (cfr. http://lelejandon.blogspot.it/2014/09/la-via-della-compassione-creativa.html):

"Se si tratta una persona come sembra che essa di meriti di essere trattata, la si rende peggiore, ma se la si tratta come se fosse già quello che potenzialmente sarebbe, la si fa diventare ciò che dovrebbe essere": "una psicologia della fiducia è necessariamente una psicologia di crescita", commenta Fox.

Lo studioso cattolico Roland Murphy dice che "due dei fattori più importanti per acquisire saggezza, secondo le Scritture, sono "l'apertura all'esperienza e alla natura, e una fiducia di fondo".
"Da Meister Eckhart a Mary Daly" (1928 - 2010, teologa e filosofa femminista americana),

"Il peccato che sta dietro al peccato è individuato nel dualismo, nella separatezza, nelle relazioni oggettivanti. Scegliete un peccato qualsiasi. In ciascuna di queste azioni si tratta di un'altra persona come un oggetto esterno".

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ED ECCO LE QUATTRO "VIAE": 
BENEDIZIONE ORIGINALE, NON PECCATO ORIGINALE
BENEDIZIONE è IL BENESSERE della SOCIETA'
Dai SALMI alle BEATITUDINI di Gesu' ai mistici

Fox, come ormai conoscono i lettori del mio Blog, ha formulato le quattro "Viae" ("Vie", in latino), "una spirale", "un ciclo che si ripete senza fine nel corso della nostra vita", sentieri ove sperimentiamo il divino nel corso delle nostre esistenze e vuole "sostituire la religione con la spiritualità" (che egli chiama "spiritualità del creato", Creation Spirituality) olistica, dialettica, adulta ed appassionata proponendo il seguente (per così dire) itinerarium mentis (et corporis) in Deum: Via Positiva, Via Negativa, Via Creativa e Via Transformativa


Un suo allievo ebreo ha detto a Matthew Fox:

"E' la prima volta che sento un cristiano rifiutare apertamente le tre strade di purificazione, illuminazione e unione. Quelle non sono ebraiche, mentre questi quattro cammini lo sono eccome! Ora il dialogo può iniziare. La sua enfasi su Gesù e la Saggezza è un altro ponte che sinora non era mai stato gettato" ("Lettere a Papa Francesco", pag. 85).

Ed una sua allieva ebrea di mezza età che aveva frequentato molti dei suoi corsi:

"Tu sei davvero un buon rabbino"
("Confessioni di un cristiano ribelle", Garzanti, Milano 2015, pag. 245)

Il cardinale Ratzinger scrisse al padre generale dei domenicani:

"Le saremmo grati se Lei volesse adoperare la Sua personale influenza per assicurare che venga revocato a padre Fox il suo incarico (...) e gli venga ordinato di astenersi dal divulgare ulteriormente in qualsiasi forma la tesi centrale del suo libro "In principio era la gioia". E' altresì necessario che egli si dissoci dalla "wikka", l'ideologia di "Starhawk", che si fa chiamare "strega". (...) "La sua trattazione dell'omosessualità non è ispirata dalla Scrittura né dalla dottrina della Chiesa. Fox mette in contrapposizione le tre vie tradizionali (purgazione, illuminazione ed unione) con quattro vie e con diversi aspetti che non possono non rappresentare ragione di preoccupazione, specialmente la figura di Dio come madre e come bambino, e quella degli esseri umani come "madri di Dio". In poche parole, questo libro dev'essere considerato pericoloso e deviato."

(Matthew Fox, "Confessioni di un Cristiano ribelle", Garzanti, Milano 2015, pagg. 178 - 179
notare anche l'infelice titolo che non rispetta il pensiero dell'autore)

"L'incapacità del Vaticano di avere a che fare con un Dio-madre ci dice molto di più sul peccato del patriarcato che sulla natura di Dio (...) La Congregazione si lamenta anche del fatto che io sono un "fervente femminista". Ma Gesù era femminista, Meister Eckhart era femminista." (Ivi, pag. 188)


1/VIA POSITIVA

VIA POSITIVA: LA MERAVIGLIA.

- la "Via Positiva": è la meraviglia, il giuoco, l'amore, la gratitudine, l'apprezzamento della bellezza.

Via Positiva è in primis la meraviglia che c'insegnano i bambini (i nostri figli e nipoti): "uccidere il Fanciullo non è solo un peccato contro la Natura, è un peccato contro il Regno" dice la studiosa americana di Kierkegaard Edna Hong.




"Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli"

VIA POSITIVA: LE BELLEZZE DELLA NATURA.
La spiaggia di Lilaste, in Lettonia. Fotografia di Lele Jandon.

Questa meraviglia dinanzi alle meraviglie della natura, incipit della ricerca sia spirituale sia delle varie scienze (lo dicevano già i filosofi greci Platone ed il suo allievo Aristotele;  Fox preferisce citare Tommaso d'Aquino ed il Rabbino Heschel:

"La meraviglia è l'inizio della saggezza"

Via Positiva è il giuoco anche per gli adulti: siamo l'unica specie animale capace di giocare durante tutta l'età adulta, dice l'antropologo britannico Ashley Montagu (1905 - 1999, autore di "The Elephant Man: A Study in Human Dignity", dond'è stato tratto il film di David Lynch).
VIA POSITIVA: LA "MERAVIGLIA RADICALE" (radical amazement)
insegna il Rabbino Heschel (1907 - 1972). "L'ammirazione, o meraviglia radicale
 (radical amazement), è una maniera di andar oltre ciò che ci è dato
nelle cose e nel pensiero, e rifiutare di dare qualunque cosa per scontato
e considerare alcunché come definitivo.  La nostra risposta onesta alla grandiosità
ed al mistero del reale  è confrontarci con ciò che trascende il dato.
 La citazione prosegue così: "Our goal should be to live life in radical amazement (...)
get up in the morning  and look at the world in a way that takes nothing for granted.
Everything  is phenomenal. To be spiritual is to be amazed". "Il nostro scopo nella vita
dovrebbe essere vivere nella meraviglia radicale (...) svegliarsi la mattina
e guardare al mondo in maniera da non dar nulla per scontato. Ogni cosa
è fenomenale. Essere spirituali significa lasciarsi meravigliare" (traduzione libera
di Lele Jandon).

Via Positiva è l'innamoramento descritto con splendide immagini campestri dal "Cantico dei Cantici" (e quindi il piacere dell'amore sessuale, secondo l'interpretazione ebraica del libro, di cui la Chiesa cattolica ha sempre imposto un'interpretazione metaforica!)
Secondo il biblista Roland Murphy (1917 - 2002), sacerdote cattolico americano dell'ordine dei Carmelitani:

"L'interpretazione primaria del "Cantico dei Cantici" è mettere al centro l'amore umano sessuale, le sue gioie e la sua forza"

"Bere del vino" significa "fare l'amore" (5, 1; 8, 2), i baci sono come il vino (7,10) e i seni sono "grappoli della vite" (7,9), e quando la donna parla della "mia vigna" fa riferimento ai propri organi sessuali.  Via Positiva è dunque la sensualità, secondo il mistico Meister Eckhart ("l'anima ama il corpo") e le mistiche dimenticate Giuliana di Norwich ("la nostra sensualità è fondata sulla natura, nella nostra sensualità c'è Dio") e Matilde di Magdeburgo ("non disprezzare il tuo corpo, perché l'anima è al sicuro nel corpo come nel regno dei cieli"). Il biblista luterano tedesco Gerhard von Rad (1901 - 1971) "ha esaltato la fede d'Israele per la sua terrestrità. La spiritualità ebraica (quella della quale si nutrì Gesù) è talmente poco dualista che in ebraico non esiste un termine per il corpo o per l'anima. Per gli ebrei, ciò che è carnale non è opposto a ciò che è spirituale." (pag. 66). Mentre Agostino diceva che Dio è imperturbabile, Tommaso d'Aquino (1225 - 1274) insegna che le virtù umane sono contenute nelle passioni.
E' l'amore per la natura e gli animali, l'amore per la vita, l'amore per il corpo di cui preservare la salite, la fiducia nella natura umana, la gioia di vivere, la gratitudine, e dunque la lode, è profondamente ebraica. Il rabbino liberal Abraham Joshua Heschel (Varsavia 1907 - NY 1972) scrive nel classico "The Prophet" (1962) che

"Essere è una benedizione. Vivere è una benedizione"
"La lode precede la fede".

VIA POSITIVA. Foto sopra e sotto:
scene dal film "Séraphine",
con protagonista il Premio César Jeanne Moreau.
E' la storia vera della pittrice autodidatta Séraphine
de Senlis (1864 - 1942) e mostra bene il panenteismo
dell'artista francese autodidatta. Lele Jandon lo presenterà
giovedì 3 dicembre alla rassegna "I Nostri Angeli" alla
Sala Gregorianum, Via Settala 27, Milano, alle ore 20.
(e la parola ebraica per benedizione, berakah, è correlata a bara, "creare" che vuol dire anche "piscina" e dunque qualcosa di desiderabile per un Popolo del deserto).

La visione di Fox (come anche quella del teologo Vito Mancuso) è panenteista: Dio si trova in tutte le cose della natura, non è oltre la natura. Dobbiamo chiederci non tanto chi sia Dio, bensì dove si trovi.

"L'universo è la rivelazione primaria del divino",

dice padre Thomas Berry (1914 - 2009), scienziato ed "ecoteologo", e Meister Eckhart dice:

"Ogni creatura è una parola di Dio, un libro su Dio" e "l'esistere in sé è Dio".

E i poeti Baudelaire (1821 - 1867) e Rainer Maria Rilke (1875 - 1926), rispettivamente:

"La Natura è un tempio" (stessa metafora usata da Beethoven) e "Dimmi, qual è il tuo còmpito, Poeta?/Io celebro".

Il compositore e violoncellista catalano Pablo Casals (1876 - 1973) lo dice benissimo così:

"La bellezza è tutt'attorno a noi, ma quanti sono ciechi! La gente non gioisce delle cose semplici, silenziose e naturali della vita" e "nella musica, nel mare, in un fiore, in una foglia, in un atto di gentilezza: in tutte queste cose io vedo quello che viene chiamato Dio".

Analogamente, l'attivista sociale cattolica americana Dorothy Day scrisse che fu "l'amore ardente per il creato" del suo amato Forster a farle avere fede in Dio ed esclamare:

"Come può non esserci Dio se esistono tutte queste belle cose?"
 
VIA POSITIVA: IL GIUOCO. La citazione cinematografica di Lele Jandon da
 "Il Colore Viola" del regista ebreo americano Steven Spielberg. Shug dice
a Celie (Whoopi Goldberg): "Io credo che Dio s'incazzi se di fronte a un campo
di fiori tu neanche te ne accorgi". 
Mi viene in mente personalmente una citazione cinematografica, visto che siamo ad un Cineforum: Shug, l'amica di Celie (il Premio Oscar Whoopi Goldberg) nel grande classico del regista ebreo americano Premio Oscar Steven Spielberg "Il Colore viola" le dice:

"Io credo che Dio s'incazzi se di fronte a un campo di fiori viola
tu neanche te ne accorgi".

Non a caso, sarà proprio lei a far prendere coscienza a Celie dei propri diritti umani quotidianamente violati e disprezzati dal marito perverso, e farle prendere la decisione di lasciarlo, realizzare il suo potenziale creativo e rifarsi una vita.
Sia il poeta Goethe (1749 - 1832) sia lo psicanalista Jung (1875 - 1961) concordano nell'intuire che Dio non è fuori di noi perché, dice Fox, "è la forma più perniciosa di dualismo" (cioè separazione), "in quanto separa Dio dall'umanità e riduce la religione a una condizione infantile nella quale si cerca di piacere a questo "Dio"". Il primo dice: "Che Dio sarebbe un Dio capace solo di dare una spinta dall'esterno?" e il secondo: "Ci sono due modi di perdere la propria anima. Uno di questi è adorare un dio che sta al di fuori di sé". L'ebreo Gesù chiamò Dio "babbo" (Abbà) rendendo "il legame intimo fra creatura e creatore il più personale possibile, come nessuna religione era stata capace di fare" (pag. 148).
"GENIO ITALIANO": il giudizio di Matthew Fox
su Tommaso d'Aquino, qui ritratto in una delle
tipiche vetrate colorate di quel secolo di
rinascenza dal basso che fu il XII secolo, che Fox
conosce benissimo essendo stato allievo
del grande storico Marie-Dominque Chenu.
Scrive Fox in "In Principio era la Gioia": "Il creato è il primo dei sacramenti" (e "il panenteismo ha bisogno di sacramenti", di celebrazione e lode, a differenza del panteismo) e "la creazione non è nel passato, come propongono i fondamentalisti nel loro tentativo perverso, ancorché inconscio, d'imprigionare Dio (e quindi la sua creazione). La creazione continua è una realtà "in corso" proprio come noi lo siamo" (pag. 39): anche Vito Mancuso riprende questa visione della creatio continua. Fox fa notare che nella Bibbia ebraica c'è scritto che Dio proferì parola e creò: la parola (dabhar) è dunque creatività, azione. E se noi vogliamo essere uomini e donne di parola e d'azione dobbiamo trasformare la realtà e concorrere all'evoluzione della società recando giustizia e compassione. I Salmi ove si dice che Dio è un re giusto (ad esempio: il 95, 10 - 13 ed il 96, 1 - 2) ci dicono che noi (essendo figli di Dio) abbiamo una dignità regale, "aristocratica" per così dire, e dunque abbiamo una responsabilità cosmica nel far regnare la giustizia. (Cfr. quella che lo psicologo di Daniel Goleman chiama "intelligenza ecologica": http://lelejandon.blogspot.it/2014/01/allenare-lattenzione-muscolo-della.html e che l'attivista e teorico dell'economia Jeremy Rifkin chiama "coscienza ecologica globale" nel suo libro "La Civiltà dell'Empatia"). Lo studioso e pastore metodista americano Bernhard Anderson (1916 - 2007) dice che "Dio ha dato all'uomo la responsabilità del mondo". Il còmpito dei Profeti era dire al re quando falliva, come accadeva sovente, nel preservare il creato e fare giustizia. Quando Gesù parla del "regno di Dio" che "è in mezzo a voi" si riferisce proprio, da buon ebreo, al creato, alla Terra.


"Tommaso insegna che il significato "primario" di redenzione è "mantenere le cose nel bene". Dobbiamo impegnarci a preservare la bontà delle cose, la salute delle foreste pluviali, degli animali, degli uccelli, dei pesci, delle acque e dei fiumi, del suolo e delle piante e, di conseguenza, della mente, del corpo, del cuore e dello spirito dei bambini che verranno dopo di noi a vivere su questa terra" ("Lettere a Papa Francesco", pag. 129).
La tradizione che mette al centro il creato "rigetta il dualismo tra cielo e terra e opera e prega, come faceva Gesù, perché il regno di Dio venga "come in cielo così in terra"". La giustizia che siamo chiamati a costruire è nell'aldiquà: Meister Eckhart dice "Dobbiamo diventare cielo in questa vita, così che Dio possa trovare casa qui" e il grande attivista Martin Luther King diceva a quei religiosi che gli dicevano che non era mai il momento: "time is always right to do what is right" (che io ho scelto come motto del mio Cineforum "Il Cinema e i Diritti", ndr)
Gli ebrei avevano un'idea dell'universo come kosmos (ordine):

"Il popolo ebraico credeva che l'universo fosse sorretto da due pilastri: giustizia e rettitudine" (Salmi 88, 15: "Giustizia e diritto sono la base del tuo trono"). "Se una crepa o una frattura appaiono in uno di questi due pilastri, allora il cosmo intiero perde il suo centro, la sua stabilità. Dunque l'ingiustizia è una questione cosmica. Molti dei lamenti del salmista e dei Profeti danno voce al timore che l'ingiustizia umana possa mettere a rischio l'universo stesso. Quando il debole o l'orfano sono privati della giustizia, "vacillano tutte le fondamenta della terra", rabbrividisce il salmista" (Salmi 81, 5)

"Non è forse anche ciò che i teologi medievali è la "legge naturale"?" nota Fox. E Tommaso d'Aquino dice che l'essere umano è "capax universi", capace di una consapevolezza cosmica. Lo stato naturale del mondo è la bontà, come credono anche i Nativi americani.
Ma se il mondo è ben ordinato, donde proviene il caos del male? Secondo il pittore americano Robert Henri (1865 - 1929) "è il disordine mentale degli esseri umani a produrre il caos che porta alla guerra" e il filosofo Whitehead: "L'immanenza di Dio dà ragione di credere che il mero caos è intrinsecamente impossibile".
VIA POSITIVA: LA MERAVIGLIA è FORMATIVA.
La pedagogista Maria Montessori fu una delle prime donne
laureate in Medicina in Italia: per lei come per Matthew Fox
è importante suscitare nei bimbi il senso di meraviglia. 
Per vivere questo percorso della Via Positiva, e avere una visione complessiva del cosmo, bisogna studiare e far studiare la cosmologia (come già diceva la pedagogista cattolica italiana Maria Montessori, 1870 - 1952), come suggerisce lo scienziato ebreo umanista Albert Einstein (1879 - 1955), Premio Nobel per la Fisica:

"La funzione più importante dell'arte, come della scienza, è risvegliare e tenere sveglio il sentimento religioso cosmico"

E l'attivista per i diritti civili afroamericano Dick Gregory giustamente nota:

"Non c'è una luna cattolica e un sole battista. So che il Dio universale è universale"

Tommaso d'Aquino (che Fox conosce benissimo, essendo stato domenicano) dà precedenza alla benedizione originale. Studiò il meglio delle scienze naturali disponibili all'epoca, purtroppo basate solo sull'Ipse dixit di Aristotele, e fu uno studioso curioso a differenza di Agostino, ignorante e disinteressato alle scienze naturali perché non gl'interessavano per la sua salvezza. E

"dice esplicitamente che la ragione per cui ha scritto dieci libri su Aristotele e nemmeno uno su Platone (o su Agostino) è che Aristotele non denigra la materialità. Diceva: "Un errore in campo scientifico finisce per provocare un errore riguardo alla conoscenza di Dio"

Un clamoroso esempio, che Fox definisce "il caso Galileo del XXI secolo" ("Lettere a Papa Francesco", Fazi, Roma 2013, pag. 25) è la questione gay: Fox ricorda che le persone gay sono costantemente fra l'8 ed il 10% in ogni società e  cultura umana e l'omosessualità è osservata in 464 specie animali. Lo stesso Tommaso scrive altresì:

"La rivelazione consiste in due libri: la natura e la Bibbia. 
E l'ignoranza di ciò che si dovrebbe conoscere è un peccato"

Ed è paradossale, dice Fox, che proprio quel tipo di teologie che, come quella del peccato originale, si disinteressano alle scienze naturali, usino come armi le espressioni "contro natura" (contro i gay) o "per natura" (per dire che le donne sono secondo natura in qualche modo inferiori agli uomini, o, come successe nel passato, i nativi americani o le popolazioni indigene del Sud America).
Gesù stesso, se consideriamo la sua estrazione e le sue immagini che usa, amava la natura: come dice lo storico Crossan, Gesù era un contadino e ciò spiega le potenti immagini campestri delle sue parabole: il "regno di Dio" è quaggiù, sulla terra. L'ebreo Gesù ci riporta alla nostra terrestrità e dunque umiltà (che deriva dal latino humus, "terra").
Lo scrittore ambientalista americano Barry Lopez dice che "abbiamo perso il contatto con gli animali selvatici, facendo di tutto per distinguerci da essi" e scordiamo di essere parte del regno animale.
Secondo lo psicanalista viennese Otto Rank (1884 - 1939, che ho citato nella mia recensione al libro di Matthew Fox "Creatività": http://lelejandon.blogspot.it/2013/12/il-segreto-della-felicita-e-la.html) "quando la religione ha perso il cosmo, la società è diventata nevrotica e fu costretta a inventare la psicologia per trattare le nevrosi".
Visto l'ecocidio in atto (inquinamento dei mari, della terra, dell'aria e deforestazioni) urge reinsegnare e reimparare la teologia, ora suddivisa in varie iperspecializzazioni: Fox sogna una laurea in "teologia della benedizione"! " "La tradizione di caduta e redenzione è profondamente introspettiva e l'introspezione non porta alla relazione con l'universo, né alla cura per l'universo, né alla celebrazione dell'universo". Fu questo che "rese Agostino insensibile a ciò che le Chiesa cristiane orientali celebrano come théosis, la divinizzazione dell'universo". Gli esercizi spirituali dei gesuiti sono incentrati sulla psiche e non sul creato". Il teologo svedese luterano di Harvard Krister Stendahl (1921 - 2008) dice che l'introspezione da parte di Agostino è stato "un flagello dell'Occidente".
Il regista Premio Oscar ed esploratore Jacques Cousteau dice che "Non possiamo trovare la felicità nel contemplare noi stessi, ma possiamo trovarla nel contemplare l'infinito" e c'invita a guardare dal satellite: "non ci sono confini" per cui, dice Fox, "l'universo insegna l'universalismo" e che siamo tutti sulla stessa barca.
Un peccato contro la Via Positiva è, dunque, l'inquinare la terra, è l'essere ingrati e indegni dell'invito di chi ci ospita per condividere con lui la gioia, come quelli di cui si lamenta Gesù (Matteo 22, 2 - 10, Luca 14, 16 - 24) o come quelli che vivono in maniera introversa, sia a livello di individui che di gruppi: mi viene in mente, a tal proposito, quanto scrive il filosofo laico Alain de Botton sul fatto che spesso chi si ritrova da solo non ha interesse per i valori sociali/comunitari (cfr. il mio articolo: http://lelejandon.blogspot.it/2014/10/ri-creare-un-senso-di-comunita-e-una.html).


2/VIA NEGATIVA
 
VIA NEGATIVA: sopra e sotto,  il Skogskyrkogarden
("Il Cimitero nel Bosco"), Patrimonio Unesco
fuori Stoccolma ove
la Notte di Ognissanti  i luterani si ritrovano per onorare i cari scomparsi con
una cerimonia a lume di candela. Posano le ghirlande di fiori e stanno alcuni minuti
in piedi in preghiera e meditazione. 
- la "Via Negativa": l'esperienza del nulla, dello svuotamento, del cuore spezzato, dell'annullamento, del dolore. La mistica Matilde di Magdeburgo (1207 - 1283) diceva che Dio ci ha dato due tipi di vino: quello bianco della benedizione e quello rosso del dolore. Per vivere pienamente e spiritualmente, dobbiamo bere entrambi, prima o poi.
Fox cita i vari dolori possibili (quello per la disoccupazione, per le tasse ingiuste, per le discriminazioni, per il lutto, per il cuore spezzato) e dice che è bene che lasciamo essere (letting go) e condividiamo il dolore. Come dice la mistica Matilde di Magdeburgo (1207 - 1283):


"Quando non posso più sopportare la mia solitudine la porto ai miei amici. Perché la devo condividere con tutti gli amici di Dio. "Soffri?" "Anch'io!"


Il dolore è una vera "scuola di compassione" donde nascono tutti i movimenti di liberazione umana, da quelli che lottano per i diritti delle donne a quelli degli afroamericani alle persone gay:

"perché quando una persona ha sofferto profondamente non può dimenticare e le diventa impossibile non riconoscere il dolore degli altri"


Il dolore è fecondo e creativo, come dice lo scrittore e pittore ebreo tedesco Wolfgang Hildesheimer (1916 - 1991):

"Contrariamente a ciò che accade ad altre persone che dispongono di capacità creativa, la depressione o la sofferenza psichica non abbassano il suo potenziale di rendimento, ma lo accrescono in qualità e quantità".

Inoltre,

"il dolore ci aiuta a comprendere il piacere in modo critico"

e ci richiede forza, richiedendoci sforzo, fatica ed autodisciplina (che deriva dalla parola "discepolo"): ragion per cui sbagliano (commettendo un peccato contro la Via Negativa, un peccato di dualismo), dice la poetessa femminista ebrea americana Adrienne Rich (1929 - 2012), quegli uomini che scambiano la sensibilità (che include la sensibilità al dolore) come "passività e debolezza" da attribuire solo al genere femminile: per questo Fox benedice i gruppi di liberazione maschile che vogliono liberarsi di questi stereotipi machisti.
La Via Negativa è quella dei Profeti che sanno cosa li aspetta: da Gesù il quale "morì coscientemente e volontariamente"  (così lo studioso cattolico sudafricano Albert Nolan) e Martin Luther King Jr, il quale pure sapeva il rischio di venire ucciso, come fu (cfr. il mio articolo sulla storia della sua vita e le sue opere: http://lelejandon.blogspot.it/2014/11/the-help-lezione-sulla-compassione_14.html).  
Secondo Fox, Via Negativa è altresì quell'abbandono e quel lasciarsi andare tipico della risata (in un suo post su Facebook il teologo Vito Mancuso ha lanciato proprio questo dibattito sul perché certi cattolici rigoristi non sappiano ridere e divertirsi, cioè, appunto, lasciarsi andare, ndr). Quest'esperienza di Via Negativa la troviamo fra i protestanti radicali (come i Quaccheri, i Mennoniti ed i Fratelli Moravi) mentre è stata negata dall'ascetismo gesuita per almeno trecento anni. Peccati contro la Via Negativa sono l'ascetismo (che uccide la creatività) e la proiezione, che è il rifiuto di lasciar essere diversi gli altri, lasciarli essere sé stessi (come nel caso dell'omofobia che, stanno scoprendo sempre più scienziati, è una nevrosi).


3/VIA CREATIVA

VIA CREATIVA: L'ARTE di ESSERE GENITORI. "Maternità"
del pittore ebreo Marc Chagall (1887 - 1985)
- la "Via Creativa": la creatività di ciascuno -inclusa "l'arte di essere genitori" che richiede la creazione di un linguaggio personale ogni giorno con i nostri figli ("Creatività", pag. 211) e il fare l'amore che "ha ogni diritto di essere giocoso, sensuale e unitivo come ogni altra esperienza mistica" ("In Principio era la gioia", pag. 237)- è l'essenza della nostra umanità che ci rende co-creatori con Dio, che può essere usata per il bene o il male; per poter realizzare la nostra creatività occorre quella che il filosofo britannico Alfred North Whitehead (1861 - 1947) la chiama "educazione estetica". L'emisfero deputato alla creatività, il destro, quello delle intuizioni e dell'immaginazione, è così escluso dalla vita accademica e sociale che spiega la piaga della disoccupazione (al 40% fra i giovani in Italia): "L'arte è una risposta alla disoccupazione", dice Fox ("Creatività", pag. XV). Il problema è che "il nostro sistema scolastico è troppo libresco" e "la preponderanza dell'emisfero sinistro è una malattia mortale". I guai peggiori del pianeta provengono, secondo Fox, da persone che hanno un PhD: vedo qui un riferimento ai ari segretari di Stato che hanno proposto molte guerre all'estero, per esempio.

L'istruzione generale dovrebbe invece mirare a stimolare le nostre apprensioni concrete e soddisfare l'irresistibile desiderio giovanile di fare qualcosa", diceva il filosofo Alfred North Whiteahead. Le frasi killer di certi insegnanti ("il disegno non è proprio il tuo forte") inibiscono la creatività.

Dobbiamo lottare per costruire insieme una società che metta la creatività di ciascuno al centro, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado (http://lelejandon.blogspot.it/2015/03/il-coraggio-creativo-e-la-risposta.html):
Matthew Fox, il quale da tantissimi anni, cioè da quando fu espulso da Ratzinger, lavora coi giovani che hanno un profondo bisogno di manualità e creatività, ha elaborato una sua pedagogia, una vera e propria educazione estetica che comprende etica, cosmologia e arti manuali e pensiero intuitivo:

"Vivere esperienzialmente a partire dalla fede" (Via Positiva) fa nascere intuizioni che le generazioni successive di credenti sistematizzano come dottrine. Temo invece che quando la dottrina diventa il punto di partenza della fede, la fede stessa sia già morta. La fede ha a che fare con l'azione e con la fiducia, con il meglio che i due emisferi del cervello riescono a fare insieme", cioè cuore e mente

Ragionava l'attivista sociale cattolica americana Dorothy Day (1897 - 1980) sulla base della Genesi:

"Dio è il nostro Creatore. Dio ci ha fatti a Sua immagine e rassomiglianza. Quindi noi siamo creatori. Dovremmo sentire la gioia della creatività".

La storia di Gesù ci ricorda anche che Dio è anche bambino. Come facciamo a renderci fanciulli senza restare infantili? Il segreto è il giuoco che è fecondo di arte. Secondo lo psicanalista Otto Rank, è la giocosità (dono che l'artista possiede sin dall'inizio) a guarire le persone nevrotiche (mi vengono in mente, per esempio, quelle che han paura degli animali). Secondo Fox,

"uno dei passi più significativi di tutte le Scritture è quello in cui Gesù lamenta la capacità degli uomini di religione suoi contemporanei di danzare e giocare: "Ma a chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere" (Matteo 11, 16 - 17.19)
DIO è MADRE: LE ULTIME PAROLE
di PAPA LUCIANI, POI LA SCOMPARSA
MISTERIOSA. Lo disse anche Matthew Fox,
ed è la prima ragione per cui fu espulso
dal Cardinal Ratzinger. Il "papa di Settembre"
si era anche espresso a favore di una "maternità
responsabile".

Fox cita vari brani della tradizione a lui cara ove si parla del lato femminile e materno di Dio (ed è questo che l'allora Cardinale Ratzinger, oggi Papa emerito, ha segnato con la penna rossa prima di farlo espellere dalla chiesa cattolica), per esempio:

"Come una madre consola un figlio/ così io vi consolerò" (Isaia 66, 13)
"Che cosa fa Dio tutto il giorno? Dio genera. Da tutta l'eternità Dio sta sul lettuccio delle partorienti e genera" (Meister Eckhart)
"Dio non è solo paterno, Dio è anche una madre" (Matilde)
"Dio è il vero padre e la vera madre" (Giuliana)


"Anche papa Giovanni Paolo I" (papa Luciani, 1918 - 1978, il papa dei trentatré giorni, ndr), com'è noto, chiamò Dio "Madre" in un suo discorso, proprio il giorno prima della sua morte improvvisa", scrive Matthew Fox nelle sue "Lettere a Papa Francesco" (la citazione è: "Dio è papà, più ancora è madre", ndr).

VIA CREATIVA: il capolavoro dell'artista Vittoria Porto, milanese d'adozione,  "La Rinascita di Gaia", realizzata coi semi di vari cereali, per rispondere al tema di Expo Milano 215, "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".
Jung (1875 - 1961) nota che "il processo creativo ha caratteristiche femminili (...) sorge dal regno delle madri". La poetessa femminista ebrea americana Adrienne Rich (1929 - 2012) ricorda che

"Nel creare una situazione in cui potessero allevare e curare i bambini, lontano dai pericoli, le donne divennero le civilizzatrici, le inventrici dell'agricoltura, della vita comunitaria, e, come sostengono alcuni, del linguaggio stesso"

ed è un'ipocrisia una società che da una parte dice di festeggiare la "festa della mamma" ma poi reprime la creatività di tutti, maschi e femmine (per tacere della mancanza d'incentivi che hanno le madri e il mobbing che subiscono in certe aziende al ritorno dalla maternità). Il lato oscuro della nostra storia (come la "caccia alle streghe", che altri non erano che donne sole esperte nell'erboristeria) si comprende anche alla luce del misconoscimento del lato materno di Dio.
Quest'opera che vedete in fotografia, della mia amica Vittoria Porto per il tema di Expo ("Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita"), s'intitola "La Rinascita di Gaia e le Virtù delle Donne" ed è realizzata con i semi di vari cereali ed incorniciata da noci ed altre varietà di frutta secca che simboleggiano quella che lo scienziato americano O. E. Wilson chiama "biological diversity" (biodiversità). L'impatto visivo dal vivo è molto emozionante. La figura centrale, la donna che reca in braccio il figlioletto che nutre al seno e la cui testa è un vero mappamondo, è Gaia (Gea), la dea greca della Terra; ai lati ci sono: Alkimia, che trasforma appunto attraverso un processo "alchemico" i prodotti della terra in gustosi cibi, e la Dea Fortuna che dona i frutti della terra a tutti gli abitanti del pianeta. Sullo sfondo, un prato fiorito con lenticchie (italiane, cinesi ed indiane).  L'opera vuole essere proprio fatta in onore della madre terra che oggi è così minacciata dall'ecocidio in atto (Fox ricorda anche che "la maggioranza delle persone nel mondo è costituita da contadini" ed è fra loro che ha trovato le persone più compassionevoli) e ci ricorda che l'Arte autentica è al servizio della Comunità e "una società priva di una visione spirituale" (e dunque di profondità) "non può produrre arte ma solo intrattenimento" (cfr. il mio articolo: http://lelejandon.blogspot.it/2014/10/ri-creare-un-senso-di-comunita-e-una.html) ma la chiesa non accoglie nuove forme d'arte nei suoi riti, diventati mortalmente tediosi ai più, e al Concilio Vaticano II non ha invitato nemmeno un artista. "L'arte è un matrimonio fra i due emisferi" e "un vero artista è un intellettuale che ha idee da condividere. Allo stesso modo, un vero intellettuale è un artista delle idee, una persona che è appassionatamente innamorata della meraviglia delle idee e delle loro conseguenze sull'umanità.
Come dice lo psicologo americano Rollo May (1909 - 1994) nel suo libro "The Courage to Create" (1975), ispirato al libro del teologo Paul Tillich (1886 - 1965) "The Courage To Be",  ognuno di noi ha un demone, cioé un "impulso ad affermare sé stesso" e chi lo reprime diviene nevrotico, aggressivo e crudele. Dice May:

"il coraggio di creare" è "il genere di coraggio più importante di tutti"

Martin Luther King cita proprio lo stesso teologo Tillich laddove egli definisce il coraggio come affermazione di sé a dispetto di chi ce lo impedisce, che non è egoismo bensì "un retto amore di sé". Lo psicologo Otto Rank (1884 - 1939), per esempio, che fra l'altro da psicanalista studiò proprio la personalità degli artisti, ebbe il coraggio creativo di portare avanti la sua teoria contro quella di Freud laddove riteneva che fosse appunto il nostro spirito creativo e non tanto la sessualità ad essere centrale nell'essenza della nostra umanità.
Rank individuò le seguenti paure che stanno dietro alla "nevrosi dell'artiste manqué" (l'artista fallito): la paura della morte, la paura della vita, la paura del dolore, la paura del piacere, la paura dell'androginia e la paura della colpa. A cui Fox aggiunge: la paura del nostro essere divini, del cosmo, del nulla e del vuoto, la paura del prezzo da pagare quando si fanno opere rivoluzionarie, la paura di venire considerati strambi (cfr. il mio articolo http://lelejandon.blogspot.it/2013_12_01_archive.html, recensione al libro "Creatività" di Matthew Fox e l'articolo dove ne parlo ancora:  http://lelejandon.blogspot.it/2015/03/il-coraggio-creativo-e-la-risposta.html). Secondo lo scrittore americano José Argüelles (1939 - 2011) "Quando un uomo è privato della capacità di espressione, si esprimerà nella brama di potere" sugli altri.  Ostacoli alla nostra creatività possono essere vari: il mancato sostegno morale della nostra comunità, la vittimizzazione di chi cede agli altri il proprio potere, la paura del fallimento. Secondo Rank (che non era cristiano), il passo della Bibbia ebraica (Deuteronomio 30, 19) che dice "Io ti ho posto dinanzi la vita e la morte, scegli dunque la vita", è un'esortazione ad essere creativi. 

Gesù, per esempio (che diceva nel Vangelo di Tommaso) "quando generate in voi quello che avete, esso vi salverà"), era un artista (come lo fu anche il re ebreo Davide, compositore di musica sacra) non solo come oratore inventore sia di aforismi sia di parabole (che invitano a pensare da sé, stimolando quella che la filosofa ebrea americana Martha Nussbaum chiama "l'immaginazione narrativa") bensì anche (nota lo studioso americano John Dominic Crossan), nel far pranzare insieme persone di classi diverse. Ma, denunzia Fox, le teologie del peccato originale

"che hanno ridotto il cristianesimo alla croce e si sono dimenticate della vita e dell'opera di Gesù, ci hanno derubato della capacità di comprendere il significato della scelta di Gesù di operare come artista".

Nel mio approfondimento sul film e romanzo "The Help", ho ricordato come Martin Luther King Jr in un suo sermone invitasse gli afroamericani a prendere esempio da quelle donne ed uomini neri che avevano realizzato la propria creatività nelle varie arti (http://lelejandon.blogspot.it/2014/11/the-help-lezione-sulla-compassione_14.html) e citava il rabbino della sinagoga riformata di Boston, Joshua Liebman (1907 - 1948) che nel longseller "Peace of Mind" dice che "per poter amare adeguatamente gli altri, dobbiamo amare noi stessi nella maniera giusta" (MLK, "La forza di amare", SEI, Torino 1968, pag. 140).
Ciò significa che, dice MLK, dobbiamo scoprire e realizzare le nostre "facoltà creative potenziali", come invita a fare appunto una parabola di Gesù: la parabola dei Talenti.
A mantenerci creativi è anche lo studio (cfr. M.F., "Creatività", pag. 78) e l' "imparare a sentirsi a casa nella solitudine": da studioso, Fox dice di sé:

"Lo studio, che io considero l'attività ordinata della nostra santa curiosità, è una componente essenziale per restare vivi e creativi e per resistere al cinismo. Dobbiamo perseguire la verità, lavorarci sopra e con sudore, proprio come ci tocca fare per mantenere sano il nostro corpo. Scrivere per me è un modo meraviglioso per imparare. Scrivo perché la disciplina che necessita è buona per la mia mente; la mantiene in forma, giovane e viva. Scrivo per la gioia che c’è nel dare vita. La scrittura, assieme alla lettura e allo studio che si accompagnano ad essa, sono per me esperienze di gioia. Lo Spirito giunge a me quando scrivo e imparo” ("Creatività", pag. 78)

Tutta la storia della creazione, come creatio continua, è una storia di mutamenti, ragion per cui non dobbiamo essere misoneisti e avere in odio le novità, a partire dalle innovazioni del culto (Matthew Fox, come spiega nell'intervista completa di cui mostriamo un estratto, è ideatore e celebratore delle "messe cosmiche", che comprendono generi musicali amati dai giovani e la celebrazione di tutte e quattro le Vie).

4/VIA TRANSFORMATIVA
 
VIA TRANFORMATIVA: LA COMPASSIONE COME GIUSTIZIA.
Il romanzo ed il film "The Help", che abbiamo visto a "Il Cinema e i Diritti",
mostra perfettamente cosa sono la compassione creativa e la Via Transformativa:
nell'epoca della segregazione razziale, la protagonista Eugenia Skeeter (Emma
Stone) ha l'idea di raccogliere in un libro le testimonianze delle tate nere. 
- la Via Transformativa: la creatività compassionevole al servizio della Comunità (che deriva dal latino cum + munio, "costruire insieme"), è la creazione di giustizia ecologica, sessuale, sociale riscoprendo, in nome della sopravvivenza della nostra specie e del pianeta, il senso originario della compassione -parola scandalosamente assente nei manuali di teologia cristiana- che nella Bibbia ebraica si trova sovente nella forma d'un verbo di moto ed accanto alla parola giustizia. Essa non è sentimentalismo né altruismo, né pietismo né compatimento né buonismo né commiserazione né paternalismo o filantropia né tantomeno temperare un giudizio, o comunque un atteggiamento dall'alto in basso, bensì giustizia: la compassione riguarda l'interdipendenza fra tutti noi (mostrata nella teoria scientifica del Premio Nobel Einstein), è un'attiva collaborazione fraterna e sororale di tipo circolare che per Meister Eckhart è quel movimento verso l'eguaglianza che deriva dal considerare gli altri come egualmente umani. Dice Eckhart: "Ogni creatura ne sostiene un'altra, ne arricchisce un'altra, e per questo tutte le creature sono interdipendenti".
Amare il vicino come sé stessi (frase della Bibbia ebraica citata da Gesù che implica un sano amor di sé) è la vera trascendenza essendo Dio immanente nel nostro prossimo. Per gli ebrei l'opposto della compassione non è solo l'odio bensì la freddezza di cuore. Come dice lo scrittore ebreo americano Elie Wiesel, Premio Nobel per la Pace, sopravvissuto al Lager di Auschwitz, "l'uomo oggi dev'essere ostinatamente appassionato: se lo è c'è ancora speranza. Se è appassionato, cioè compassionevole, c'è ancora speranza".
Ed è qui che s'inserisce la preghiera adulta (vedasi mia recensione al libro "Preghiera" di Matthew Fox nella Seconda parte di quest'articolo: http://lelejandon.blogspot.it/2015/03/save-me-il-film-che-apre-il-dialogo.html). Rifacendosi all'ebreo Gesù del Vangelo di Matteo, Fox critica gli abusi della preghiera: la preghiera autentica per gli ebrei non è mai di richiesta (come fa quel tipo di fede che rifiuta le scienze o peggio come fanno quelli che propongono il "pray away the gay" come forma di terapia riparativa dell'omosessualità che abbiamo mostrato nel film "Save Me", da noi tradotto in Esclusiva italiana), bensì di ricordo, lode e ringraziamento (Via Positiva; viene in mente, per esempio, la Festa del ringraziamento, o l'abitudine di chi prega prima dei pasti). Non è un isolamento in "ritiro spirituale", bensì comunitaria e crea Comunità. E' un atteggiamento costante nei confronti dell'esistenza: è una risposta libera, radicale in senso sociale e responsabile al mistero della vita sapendola godere appieno e vivendo in ricerca secondo giustizia e compassione, senza nominare il nome di Dio invano, ed ha valore reale sono se trasforma noi e la realtà (Via Transformativa). Ecco spiegato come mai si legge che "Gesù pregava sempre": con le sue azioni e predicazione."Come può la religione essere un agente di trasformazione se la religione stessa non si trasforma?" (pag, 16), se non è una Via Transformativa, appunto?
VIA TRANSFORMATIVA: "Sentivo che i miei piedi pregavano",
disse alla figlia il Rabbino Heschel di ritorno dalla Marcia di Selma
ove aveva manifestato accanto al reverendo Martin Luther King Jr. 

Il profeta non va inteso come un indovino: secondo Matthew Fox, è un artista che fa parte dei movimenti di rivitalizzazione spirituale e si occupa di far accadere il futuro e di produrre giustizia mentre ne annunzia la venuta e criticare le ideologie e le istituzioni che incarnano le ingiustizie. Il profeta "ricicla la rabbia degli oppressi rendendola energia transformativa" e fa un'opera di "interferenza". Il profeta Chi prega si muove in due direzioni: da una parte si radica nella vita (è "radicale" nel senso che contiene in sé il proprio principio di crescita), e sa goderla appieno (Via Positiva), dall'altra sa sradicarsi lottando ed usando in maniera creativa la rabbia e l'indignazione morale per creare un cambiamento sociale (Via Transformativa: anche qui Matthew Fox segue Tommaso d'Aquino, secondo cui, a differenza di Agostino, la rabbia non è un peccato, anzi diceva: "nessun cambiamento è stato fatto senza la rabbia"). Fox fa l'esempio dello storico gesto di Rabbi Heschel (1907 - 1972) che marciò coraggiosamente al fianco del reverendo Martin Luther King Jr a Selma (contributo che, assieme a quello dei sedici rabbini che si fecero arrestare dalla polizia razzista, la regista del recente film "Selma" non mostra per evidente antisemitismo ed ingratitudine, ndr) e disse alla figlia di ritorno dalla manifestazione per l'eguaglianza razziale:

"Sentivo che i miei piedi pregavano".

Proprio come il reverendo Martin Luther King e rabbi Heschel, il reverendo Fox è un religioso attivista: pastore della chiesa episcopale che ha sempre sostenuto i movimenti di liberazione, dagli afroamericani alle donne alle persone lgbt e presso cui anche le donne sono ammesse come pastore e si celebrano matrimoni fra persone dello stesso sesso.  La sede di Washington DC (ove peraltro Martin Luther King pronunziò il suo ultimo sermone prima di venire ucciso da un fanatico razzista) per felicitarsi coi fratelli e le sorelle gay del riconoscimento del diritto al matrimonio egualitario, suonò le campane a Festa il giorno della storica sentenza della Corte Suprema: un esempio di vera compassione, la capacità di fare festa insieme. 

© LELE JANDON
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